In occasione del Referendum Giustizia del 22-23 marzo 2026, il sistema elettorale italiano prevede modalità specifiche per permettere il diritto di voto a chi si trova fuori dall’Italia, sia che sia residente all’estero sia che si trovi temporaneamente all’estero, ad esempio per una mobilità internazionale come quella dell'Erasmus.
Chi può votare dall’estero
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Italiani iscritti all’AIRE.
Gli italiani che hanno trasferito la residenza all’estero e sono regolarmente iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) ricevono automaticamente a casa il plico elettorale e possono votare per corrispondenza nella circoscrizione Estero. -
Italiani temporaneamente all’estero.
Chi si trova all’estero per motivi di studio (come gli studenti Erasmus), lavoro o cure mediche per un periodo continuativo di almeno tre mesi che include la data del referendum, può chiedere di votare per corrispondenza dall’estero. Anche i familiari conviventi in tale situazione possono votare.
Come votare dall'estero
- Compila il modulo che trovi qui.
- Allega una copia del tuo documento d'identità.
- Invialo al tuo comune di residenza (via posta elettronica o ordinaria, oppure facendolo consegnare a mano) entro mercoledì 18 febbraio 2026.
Non dimenticare di scrivere il tuo indirizzo di domicilio all'estero, per poter ricevere il plico elettorale e tutte le istruzioni.
Il voto ai referendum è un diritto costituzionale. Permettere a chi si trova temporaneamente all’estero — come gli studenti Erasmus o chi lavora lontano — di votare senza dover tornare fisicamente in Italia rappresenta un passo importante per garantire piena partecipazione democratica (come sottolinea Erasmus Student Network Italia, che per anni ha sostenuto il progetto #GenerazioneSenzaVoto). Negli ultimi anni sono state introdotte norme più flessibili per includere queste categorie, rispetto a una situazione precedente in cui molti erano costretti a rientrare nel proprio comune di residenza per esercitare il diritto di voto. Attualmente non è ancora possibile votare come fuorisede all’interno dell’Italia, ma auspichiamo che presto questo diritto e dovere possano essere riconosciuti indipendentemente dal luogo in cui si viva.
